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I mille volti del talento: Iceberg
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Sono trascorsi pochi giorni da “Iceberg. Di cosa parliamo quando parliamo di talento”, ultimo evento del ciclo Pillole di Futuro svoltosi nella storica cornice dell’Accademia dei Concordi a Rovigo.

 

Un’edizione, quella di quest’anno che ci ha particolarmente soddisfatti perché ci ha permesso di portare storie di talento nella nostra città e di dimostrare, ancora una volta, che “Rovigo non è una scusa”.

 

Le storie dei nostri ospiti hanno toccato molte facce del talento: dal quello personale e dalla sua espressione in ambito sportivo e artistico alla sua valorizzazione in ambito universitario e professionale passando per chi, per lavoro, aiuta le persone ad individuare il proprio talento.

 

Ad aprire le danze Francesco Pavani, vocational counselor ed esperto di politiche attive del lavoro, che ha portato la sua esperienza sottolineando l’importanza di capire quali sono i propri bisogni e di saperli esprimere aiutati, se necessario, da qualcuno.

 

A seguire l’intervento di Matteo Trentin, primo oboe all’Orchestra di Bologna che ha analizzato il rapporto tra talento tecnico ed artistico sottolineando quanto sia importante, soprattutto in ambito artistico, associare una naturale predisposizione a tecnica e competenza.

 

Sul tema della preparazione si sono inseriti gli interventi di Marco Cosmo, direttore di Ca’ Foscari Alunni e di Riccardo Galli, co-founder di Meritocracy.

 

La riflessione è proseguita, poi, con l’intervento di Laura Bortoloni, direttore artistico di Identity Atlas che ha presentato una modalità alternativa al classico curriculum vitae per rappresentare il proprio percorso professionale: non solo ciò che si è e si è diventati ma anche ciò che si è scelto di non fare.

 

Il talk è proseguito con l’intervento di Vittorio Munari che ha portato sul palco di Iceberg il vero spirito dello sportivo.
Il suo speech è ruotato attorno al concetto che

ognuno di noi ha un talento; è l’uso che se ne fa a fare la differenza

 

Sulla scia di Munari anche Alex Pezzoli, rodigino doc che ha scelto di lavorare in Svizzera fondando Brightside Capital: per lui il talento e la resilienza devono andare di pari passo.

 

A chiudere la serata Vladi Finotto, professore associato a Ca’ Foscari che ha analizzato, con sguardo critico, l’eccessiva celebrazione del talento sottolineando l’importanza, nella società anche dei cosiddetti “mediani”.

 

Un’edizione assolutamente stimolante insomma che ci ha permesso di portare a Rovigo innovazione, talenti e tanti spunti di riflessione come da tradizione.

 

 

Ci vediamo al prossimo Pillole di Futuro per conoscere altre “storie speciali di persone normali”.

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